Bisogna guardare al territorio e alle sue potenzialità, ancora inespresse, per farsi carico di tutte le fragilità che sono rappresentate dai pazienti cronici ma anche dagli anziani soli, dai senza fissa dimora, dai rifugiati. Per far questo, secondo Doda Renzetti, Direttivo nazionali Sia – Società italiana di alcologia, “è necessaria certamente una diversa distribuzione delle risorse ma soprattutto una solida rete di professionisti sul territorio la cui coesione ed efficacia non è disgiunta da un’ormai irrinunciabile, estesa, digitalizzazione”.
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